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Omelia di don Armando 11 febbraio 2023

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L’11 febbraio 2023 don Armando venne a celebrare la Santa Messa nel suo caro Santuario di Valdarno.

Era il giorno del suo 90° compleanno. Rascoltimao le sue parole.

Ringrazio don Roberto dell’invito a celebrare questa messa anche nel ricordo nel 40mo anniversario del riconoscimento di questo luogo come Santuario, cioè luogo, come è scritto nella lapide, luogo dove incontrare il Signore sotto lo sguardo materno di Maria.
E Santa Madre Chiesa, nel nostro rito ambrosiano, ci propone questo Vangelo che abbiamo appena ascoltato;

e anche noi, un pò come quella gente là di Gerusalemme, cioè sono saliti al Tempio e il Signore parla, però noi c’abbiamo dentro, eh, anche noi, diciamo la verità eh! Insomma! Eh!
Siccome quì dice: “Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra, se ne andarono via cominciando dai più vecchi”
e io sarei il primo, quindi penso, non so se qui c’è qualcun altro che mi batte, spero di no per voi, spero di no!

Ecco! e ce l’abbiamo dentro un po’ tutti, no?
Chissà quante cose vorremmo portar quà davanti al Signore:

”oh che tempi, non c’è più religione, non c’è più morale, ma guarda un po’ cosa succede! Eh?!
E il Signore ci dice: “ Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra” io sarei il primo ad andarmene! O no? Nella prima lettura abbiamo sentito come il profeta confessava pubblicamente di essere un povero peccatore; quindi, possiamo scamparla soltanto riconoscendo di avere bisogno noi per primi della Misericordia del Signore.

E guai a fare i giudici degli altri!
Ricordiamo quell’altra frase famosa del Vangelo:
“ Prima di guardare la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, guarda la trave che hai nel tuo”.

Quindi andiamo a casa, quieti e tranquilli, con la testa bassa, pentiti, perché abbiamo tutti, tutti abbiamo bisogno della Misericordia di Dio. E ci conforta di sentire che il Signore congeda quella povera donna dicendo “va in pace, ti sono rimessi i tuoi peccati”, non che “tutto va bene”!
Ma poi noi vediamo, anche quello che succede. E credo che, magari lo abbiamo già dimenticato, e questo è molto brutto, perché si fa in fretta a dimenticare, a girare il canale della televisione quando ci danno fastidio le immagini; o giriamo le pagine del giornale quando certe pagine ci disturbano e le immagini che ci ricordano…( a parte il Festival di San Remo che non so se voi avete il tempo di vederlo, io no, più che il tempo non ho voglia di vederlo). Le cose che ci turbano sono davvero queste immagini tragiche, quelle della guerra. Queste case distrutte, questa povera gente senza più niente. Però la guerra, eh la guerra è la nostra cattiveria, siamo sempre lì. Perché in parte è colpa nostra, ma le altre immagini, quelle (…)che ci parlano di 25000 morti! una città, bambini!
Ma qui diciamo la verità che ce l’abbiamo dentro un po’: “ma il Signore, ma il Signore, ma perchè?”
Del resto non dobbiamo scandalizzarci, perchè la Bibbia è piena di lamenti, c’è un salmo che dice: “ Svegliati! perchè dormi Signore? Non abbandonarci!”
C’è una risposta? c’è una risposta a questa domanda?: perchè, perchè?
Ecco, io penso che ci sia una risposta, ma non scritta come se fosse il libro del catechismo, no, come abbiamo imparato da bambini o studiato, non c’è una risposta scritta, ma una Parola, una Parola che Dio ci ha detto, che per farci capire bene, si è fatta carne.

Verbo, Parola, Dio, del Cielo che si è fatto carne, Uomo.
E la cosa più tremenda è che non riusciamo a capire!
Noi vorremmo che venisse giù, via tutti i malvagi. Soltanto i buoni. E facciamo un regno, un regno nuovo in cui ci sia la Pace. Certo, ci sarà!
Ma, ma questo Dio strano ha voluto farsi uomo e la risposta al dramma del dolore innocente io penso che la troviamo in quella frase del Credo Apostolico, quello greco, quello che diciamo in Quaresima: “ Si è incarnato nel seno della Vergine Maria, si è fatto uomo, fu crocifisso, morì, fu sepolto, discese agli inferi.”
Ecco, “discese agli inferi”. Non è l’Inferno, eh, perché l’inferno è chiuso, è sbarrato! Gli Inferi è il regno dei morti.

Ha voluto passare questa esperienza, andare là, dove? Dove l’aspettavamo i morti.
Per far che cosa?

Io ricordo un bellissimo affresco che ho visto in una chiesa di un paese non tanto lontano, a Brebbia, qualcuno forse l’ha sentito, un paese sul lago Maggiore, c’era un mio amico parroco che ci andava.
C’è un bell’affresco dove si vedono le porte del regno dei morti e Cristo che scende, accompagnato dal buon ladrone che porta la croce, e quindi l’ultimo che Gesù accompagna, morto, con Lui morto, nel regno dei morti, ma con Cristo entra la Vita. Lì è come una relazione che io non so spiegare, è come se..: pensate, la Vita che irrompe nel regno della morte!

E Gesù prende per mano Adamo, il primo uomo e dietro a lui in fila tutti tutti, non nell’inferno, ma nel regno dei morti, tutti tutti. Ecco la risposta è che la morte è stata vinta!
Noi l’abbiamo detto all’inizio di questa messa, ma non ci crediamo!

Forse un po’ di colpa c’è l’abbiamo anche noi preti eh; io faccio l’omelia, perchè noi predichiamo il Vangelo, giustamente!

E il Vangelo, cos’è? è che bisogna fare i bravi, bisogna perdonare i nemici, bisogna fare le opere di carità, tutte cose belle, sì. Ma? tutto lì? C’era bisogno che si scomodasse Dio dal suo Paradiso per dirci che dobbiamo fare i bravi?
Non bastava un filosofo, un sapientone, un Gandhi, un Buddha? siam capaci anche noi di dire queste cose!
Dio si è scomodato per dirci che la morte è sconfitta, è uscito vivo ed ha trascinato con se l’umanità intera, e perciò la morte non è l’ultima parola, l’ultima parola è la Vita, perchè Lui ci ha creato per la Vita.

Ricordo un articolo di giornale in cui il giornalista commentava la predica di un prete al funerale di un giovane e diceva: “finalmente ho sentito un prete parlare della vita, della Vita eterna!”
Ma, ma il credere non è una scommessa eh, il credere è una affezione, è una appartenenza! è quella di Pietro che dice: “ ma dove vuoi che andiamo, Signore?”

E Lui gli dice : “Volete andarvene anche voi?”
(E Pietro risponde ) “Ma dove vuoi che andiamo? Da chi andiamo?”
E poi, alla fine, quando gliene ha fatti di tutti i colori, poveretto!
La Fede è una affezione, è la risposta al nostro bisogno, perchè abbiamo bisogno!
Non possiamo alzar le spalle e voltare le pagine del giornale e cambiare canale alla televisione per dimenticare!

Non serve a niente dimenticare, perchè poi vengono a galla queste cose! Vengono a galla quando capita magari anche a noi qualcosa che ci fa dire: allora?
Io vorrei dire qualcosa di questo bel Santuario a me tanto caro, ma il papa ha raccomandato prediche brevi, non troppo lunghe perciò lo rispetto.
Dico soltanto che son contento dopo quarant’anni, non da quando la Madonna abita in questi luoghi, ma da quando è stato riconosciuto il luogo dove la Madonna è particolarmente attenta ai suoi figliuoli, e siccome siamo tutti figliuoli che abbiamo bisogno di lei, a Lei ci raccomandiamo e se volete raccomandare qualche volta anche me, vi dico grazie, perchè ne ho bisogno anch’io.
Bene, scusate, vi ho parlato proprio così, con molta simpatia e anche tanta nostalgia dei begli anni che abbiamo passato assieme.
Sia lodato Gesù Cristo!
Sempre sia lodato