Consiglio Pastorale

«Il consiglio pastorale parrocchiale e, nel suo settore e con la sua specificità, il consiglio parrocchiale per gli affari economici, sono un ambito della collaborazione tra presbiteri, diaconi, consacrati e laici e uno strumento tipicamente ecclesiale, la cui natura è qualificata dal diritto-dovere di tutti i battezzati alla partecipazione corresponsabile e dall’ecclesiologia di comunione”.
Il consiglio pastorale ha un duplice fondamentale significato: da una parte rappresenta l’immagine della fraternità e della comunione dell’intera comunità parrocchiale di cui è espressione in tutte le sue componenti, dall’altra costituisce lo strumento della decisione comune pastorale, dove il ministero della presidenza, proprio del parroco, e la corresponsabilità di tutti i fedeli devono trovare la loro sintesi (Sinodo 47°, 147; CDC 536)».

Il nuovo Consiglio Pastorale della Comunità Pastorale San Benedetto sarà eletto domenica 26 maggio 2024. Domenica 11 febbraio inizia il percorso che condurrà a questo importante momento di vita ecclesiale.

Nel cammino verso le elezioni offriamo alcune istruzioni per una più approfondita comprensione del valore del Consiglio Pastorale.

Significato del Consiglio Pastorale

Il Consiglio Pastorale, […], ha un duplice fondamentale significato: da una parte rappresenta l’immagine della fraternità e della comunione dell’intera comunità parrocchiale di cui è espressione in tutte le sue componenti, dall’altra costituisce lo strumento della decisione comune pastorale, dove il ministero della presidenza, proprio del parroco, e la corresponsabilità di tutti i fedeli devono trovare la loro sintesi. […] 

I fedeli, in ragione della loro incorporazione alla Chiesa, sono abilitati a partecipare realmente, anzi a costruire giorno dopo giorno la comunità; perciò il loro apporto è prezioso e necessario”. (Sinodo 47°, 147 §2).

Il Consiglio Pastorale inoltre, ha il compito di favorire la partecipazione dei fedeli alla vita della Comunità, stimolando il loro coinvolgimento e la loro responsabilità nella crescita spirituale e nella missione evangelizzatrice. Attraverso incontri regolari, discute e valuta le diverse iniziative pastorali, proponendo nuove idee e strategie per rispondere alle esigenze della Comunità. 

La partecipazione attiva dei fedeli è un segno di maturità e di responsabilità nella fede. 

Requisiti dei candidati*

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Possono essere membri dei consigli, CPCP (Consiglio Pastorale della Comunità Pastorale) e CAECP (Consiglio Affari Economici della Comunità Pastorale) coloro che, avendo completato l’iniziazione cristiana, abbiano compiuto 18 anni (al momento dell’elezione o della designazione) e siano canonicamente domiciliati nella parrocchia o in una delle parrocchie costituenti la comunità pastorale oppure risultino operanti stabilmente in essa. I singoli consiglieri possono essere eletti o nominati anche più volte di seguito, ma vale per tutti i consigli quanto stabilito dal Sinodo (per le parrocchie): «la comunità parrocchiale favorisca in ogni nuova composizione una intelligente e opportuna alternanza dei suoi membri» (cost. 147, § 4), «va garantita la continuità, ma anche il ricambio, dei membri del consiglio» (cost. 147, § 3). Si prevede in ogni caso che i singoli consiglieri, pastorali o per gli affari economici, possano essere nominati per non più di tre mandati consecutivi. 

I membri dei consigli (compresi quelli di diritto) si distingueranno per vita cristiana, volontà d’impegno, capacità di dialogo e conoscenza dei concreti bisogni della comunità cristiana e devono essere «qualificati non solo da competenza ed esperienza, ma anche da uno spiccato senso ecclesiale e da una seria tensione spirituale, alimentata dalla partecipazione all’Eucaristia, dall’assiduo ascolto della Parola e dalla preghiera» (cost. 134, § 2, lett. g). Si preoccuperanno del bene dell’intera comunità, evitando lo spirito di parte o di categoria, dal momento che nessun vincolo di mandato esiste tra concreti elettori e membri dei consigli. I consiglieri, benché appartenenti a una determinata parrocchia, rappresenteranno sempre la comunità pastorale nel suo complesso.

Requisito del tutto ovvio e peraltro assolutamente irrinunciabile è la piena comunione con la Chiesa non solo negli elementi fondamentali della professione della stessa fede, dei sacramenti e del riconoscimento dei sacri pastori (cf. can. 205), ma anche nelle indicazioni autorevoli, dottrinali e pratiche, del momento concreto.

Si considerano incompatibili con l’ufficio di consigliere le seguenti cariche politiche e amministrative: la guida di una formazione politica; l’essere parlamentare europeo o nazionale; il rivestire l’incarico di consigliere regionale o consigliere provinciale; l’essere assessore o sindaco. È inoltre incompatibile con la carica di membro di un consiglio di comunità pastorale la carica di consigliere comunale, se relativa a uno dei comuni (o all’unico comune) della comunità pastorale. Quanti rivestono tali cariche non possono pertanto candidarsi né essere nominati membri dei consigli di comunità pastorale e, se già consiglieri nel momento in cui assumono una di queste cariche, devono presentare le dimissioni. Per quanto riguarda i consiglieri che si candidano a una carica amministrativa o politica, l’invito è all’autosospensione dal consiglio, cui farà seguito la rinuncia all’incarico solo nel caso di effettiva assunzione di una delle cariche sopra elencate come incompatibili. 

Per quanto riguarda i membri dei CAECP, si aggiunge a quanto sopra esposto l’incompatibilità stabilita dal Sinodo, che deve essere fedelmente osservata: «i consiglieri devono distinguersi per integrità morale, essere attivamente inseriti nella vita parrocchiale, capaci di valutare le scelte economiche con spirito ecclesiale e competenza professionale. Non possono avere in essere rapporti economici con la parrocchia o ricoprire incarichi incompatibili con la loro funzione» (cost. 346,§2).

*Direttorio per i Consigli di Comunità Pastorali e Parrocchiali n.16.

Finalità del Consiglio Pastorale* 

Il fine specifico dei consigli può essere delineato secondo sei dimensioni: 

  1. «luogo di pensiero più che di organizzazione»;
    luogo della cura nell’elaborare un Progetto Pastorale Parrocchiale organico ed unitario, in sintonia con il Progetto Pastorale Diocesano, con i documenti del Vescovo, della Conferenza Episcopale Italiana e le indicazioni autorevoli del Magistero Pontificio**; 
  2. luogo di discernimento e lettura dei segni dei tempi; luogo della cura nel conoscere il territorio in cui sono inserite le parrocchie al fine di stabilire un proficuo dialogo e farsi così attento ai problemi che accompagnano la vita di un popolo**; 
  3. luogo di fraternità, condivisione, sinodalità; 
  4. luogo in cui, con sensibilità diverse, superando ruoli e funzionalismi, si condivida la stessa preoccupazione per la missione ecclesiale […]; luogo della cura di una testimonianza sapiente e luminosa che si manifesta nella promozione della carità e della cultura.** 
  5. luogo che sappia guadagnarsi una sua autorevolezza davanti alla comunità; 
  6. 6.luogo in cui si superi la tradizionale e radicata marginalità femminile nei luoghi decisionali ecclesiali, superando anche la dualità maschile/ femminile nel valorizzare concretamente la disponibilità al servizio, le capacità, le  competenze di ciascuno/a in quanto tale».

*Direttorio per i Consigli di Comunità Pastorali e Parrocchiali n.7.

**note del Parroco 

Perché candidarsi

Il prossimo 26 maggio saremo chiamati ad eleggere il nuovo Consiglio Pastorale, organo ecclesiale a servizio di tutti gli uomini amati dal Signore che in particolare abitano sul territorio dei Comuni di  Albizzate e Sumirago. Nelle scorse settimane abbiamo avuto modo di conoscere il significato che ha questo organismo, le sue finalità e le caratteristiche di coloro che vengono scelti come consiglieri.

É ora il tempo di raccogliere le candidature e ciascuno dei fedeli laici che vive una fede personale ed ecclesiale ordinata e attenta può accogliere l’invito a partecipare in modo ancora più impegnato alla vita della Chiesa nella Comunità Pastorale San Benedetto.

Perché dunque candidarsi?

Ecco alcune piste di riflessione per cogliere come questa disponibilità sia in realtà un modo di rispondere alla chiamata del Signore: “Vieni e seguimi”.

Vogliamo bene alla Chiesa. In essa abbiamo ricevuto il dono della fede che ci è stata testimoniata dai credenti che in essa abbiamo incontrato. La gratitudine per questo dono ci invita a farci carico della sua cura.

Il Parroco non è un uomo solo al comando, ma insieme agli altri presbiteri è chiamato a servire la Comunità. Il Consiglio Pastorale gli ricorda che non può e non deve far tutto da solo, dall’altra parte lo sostiene nelle scelte concrete che caratterizzano il suo servizio.

Ci prendiamo cura del bene comune di tutti coloro che abitano le nostre Parrocchie. Come ci ha detto l’Arcivescovo Mario: «mentre la tendenza diffusa è cercare di evitare responsabilità e fastidi, ci facciamo avanti per assumere responsabilità».

La fede non è solo un fatto individuale. Ciascuno vive in modo singolare e unico il dono della grazia di Dio ma nella comunità e in modo speciale nel Consiglio pastorale imparo a farmi carico della fede dei fratelli e a camminare al loro fianco per rendere visibile qui, ora il Regno di Dio. 

«A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune» (1Cor 12,7). Ciascuno con la condivisione del suo dono cresce e fa crescere la Chiesa tutta.

Vivere la Chiesa per crescere nella fede. L’incontro e il confronto con i fratelli e le sorelle che condividono il medesimo cammino di ricerca della verità, consente di approfondire le ragioni della propria scelta e dona strumenti per rendere ragione della speranza che è in noi  (Cfr. 1Pt 3,15).

 

Invito coloro che fossero indecisi o avessero delle domande, a rivolgersi ai presbiteri che saranno lieti di ascoltarvi, come anche chi ha già vissuto il servizio di consigliere.

Per la candidatura è necessario compilare la scheda che trovate nel pieghevole sui tavoli o presso le bacheche delle Parrocchie e del Santuario. Il pieghevole sulle prime due facciate riporta i contenuti già esposti sui numeri di BeneDetto delle scorse settimane, la terza pagina va compilata e tagliata, e si potrà riconsegnare entro domenica 5 maggio nei contenitori che troverete all’ingresso di ciascuna Chiesa.  

Fin d’ora grazie per la preziosa collaborazione.